L’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, tra i suoi compiti ha quello di tenere aggiornata la lista dei beni che devono essere considerati un patrimonio naturale o culturale per l’intera umanità, affinché vengano correttamente conservati.
Secondo l’ultimo aggiornamento vi sono 725 siti di importanza culturale nel mondo e l’Italia è la nazione a detenerne il maggior numero (47 siti), seguita dalla Spagna (43 siti) e dalla Cina (41 siti).
Sono veramente tanti, considerando la superficie del nostro paese, alle volte viene da pensare che siano troppi. Quando si aspetta per anni che riescano a realizzare la terza linea della metropolitana a Roma, con gli scavi che si devono interrompere perché incontrano preziosi reperti; o quando si sta in coda per ore a causa delle impalcature nei centri storici… si vorrebbe vivere a NewYork!
Anche per l’ente dei Beni Culturali italiano non è facile occuparsi di tutti questi luoghi e i finanziamenti per i restauri e la manutenzione non bastano mai.
Come fare per farne comprendere il valore a italiani e turisti? Come incentivare le visite affinché si possano automantenere?
E’ una grande sfida occuparsi di comunicazione in questi casi, che si tratti di realizzare il sito web, il manifesto da apporre per le strade o il logo dell’evento da lanciare.
Massimo Pitis avendo lavorato più volte per questo settore e essendo appena uscito dal progetto “Artemisia Gentileschi” ha deciso di organizzare una serie di incontri chiamati “TALK: l’identità del museo”. Si terranno tutti i mercoledì di novembre presso il museo del novecento a Milano, il tema è il design grafico per i beni culturali.
Così il prof. Pitis descrive l’iniziativa:
“In questo ciclo di conferenze sulla visual identity abbiamo invitato quattro designer di fama internazionale e con differenti percorsi professionali chiedendo loro di esporre esempi emblematici di branding ed immagine coordinata per istituzioni museali o per aziende legate alla produzione culturale. L’obiettivo è mostrare in che modo e, fino a quale punto, il progetto dell’identità visiva sia stato elemento chiave nel successo della diffusione della cultura su una scala più ampia.
Ci troveremo quindi di fronte ad alcuni tra i più brillanti esempi di come il buon design possa determinare la forza espressiva di un evento o di una mostra, creando attenzione e stimolando la curiosità. Al termine di ogni conferenza sarà possibile intervenire con domande da parte del pubblico.” Massimo Pitis
Il primo incontro si terrà Mercoledì 9 Novembre, ore 19.00 e sarà tenuto da Leonardo Sonnoli
L.S., diplomato all’Isia di Urbino è partner dello studio Tassinari/Vetta.Si occupa di identità visiva per istituzioni pubbliche e aziende private, di editoria, e di comunicazione di eventi. Tra i suoi lavori: l’identità visiva della Biennale d’Arte di Venezia nel 2003, le mostre di archeologia al Colosseo dal 2007, l’installazione “grassitypographicalassemblage” a Palazzo Grassi a Venezia e la decorazione permanente al Castello di Versailles, l’identità per la galleria Cardi Black Box, la collaborazione con il New York Times e le edizioni d’arte Electa, l’identità visiva del Napoli Teatro Festival Italia dal 2008 al 2010, la comunicazione delle mostre di Palazzo Grassi e di Punta della Dogana nel 2011. Scrive per il domenicale del Sole 24 Ore e Doppiozero.com. Dal 2000 è membro dell’AGI, Alliance Graphique Internationale; nel 2011 ha ricevuto il Compasso d’Oro. Insegna all’Università Iuav di Venezia e all’Isia di Urbino. Vive a Rimini.
Il secondo incontro è per Mercoledì 16 novembre, ore 19.00 tenuto da Roberto Maria Clemente / Bellissimo
R.M.C., lavora nel campo della comunicazione visiva e del design. Fondatore della boutique creativa Bellissimo e dello style magazine Label, di cui è stato art director, da alcuni anni si occupa di progetti di comunicazione in ambito culturale e sociale. In ambito museale e artistico ha lavorato a Torino con il Museo Egizio, il Museo d’Arte Orientale (MAO), il Museo di Arti Applicate Oggi (MIAAO), la Biennale Internazionale di Arte Giovane, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo; a Dublino con l’Irish Museum of Modern Art. Attualmente sta sviluppando progetti con la Reggia di Venaria Reale, il Centro Sperimentale Arti Contemporanee, Cesac a Caraglio (CN) e il Museo Regionale di Scienze Naturali a Torino. É anche membro del gruppo musicale d’avanguardia Larsen,e della sua filiazione XiuXiuLarsen.
